18 Luglio 2019
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Il nostro ristorante
Fin dai tempi più antichi, il cantastorie era colui che andava in giro a cantare e declamare le sue "storie".
Egli di solito si fermava nelle piazze, agli angoli di una strada, in un mercato, dove c´era tanta gente di passaggio e lì cominciava a cantare, a suonare e tutti si radunavano ad ascoltare e a guardare.
Intorno al Cantastorie quindi si formava il "treppo", che in gergo vuol dire grosso gruppo di gente.
Lo spettacolo era fatto con spontaneità e con improvvisazione, la musica era popolare, il linguagio semplice e spontaneo, adatto a suscitare emozioni e sentimenti.
Nel periodo medioevale, la musica era essenzialmente legata al culto religioso, con la rinascita carolingia cominciò ad estendersi e manifestarsi di carattere profano, infatti durante feste e banchetti si organizzarono balli e danze per allietare la vita di corte dei castelli.


Tra i banchetti medioevali e la rigida dieta d´oggi vi è una differenza profonda, il troppo e il niente in contrasto brutale. Un elemento ormai sparito e che, invece, dovrebbe accompagnare armonicamente i cibi è la musica. I commensali, un tempo, conoscevano codici musicali d´accompagnamento ai cibi, per cui dal suono degli strumenti sapevano quale pietanza stava arrivando: gli strumenti a fiato accompagnavano i cibi più leggeri; quelli a percussione i cibi più forti destinati a svegliare negli animi sentimenti di passione; gli strumenti a corda si univano ora a questi ora a quelli.
Ogni vivanda era accompagnata da una musica diversa: le trombe iniziavano il banchetto svegliando l´appetito, poi il turno delle viole ad arco, dei flauti, del clavicembalo, del flauto d´Alemagna, dei rebecchini, dell´orchestra, degli organi a più registri... il tutto in un tripudio di canti e recite di madrigali e di note scherzose lanciate da buffoni che andavano attorno alla tavola nell´abbondanza di salviette bianche, di caraffe e caraffine, fiori e pani di varie fogge. Quando si leggono queste descrizioni ci si rammarica di essere nati in un secolo dove la regola principale da osservare è la fretta, sia nel mangiare che nella preparazione del cibo.
Noi dell´Osteria della Condotta ci stiamo riprovando. E voi...?
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